minimo due

Nel mondo naturale, tutto si basa su equilibri e contrapposizioni: il polo nord e il polo sud, il positivo e il negativo, il giorno e la notte. Le calamite funzionano grazie a forze opposte, e la base minima della realtà è sempre il due.

Allora perché l’Italia dovrebbe fare eccezione?

L’unificazione della nostra nazione è spesso celebrata come una conquista storica, ma cosa succederebbe se provassimo a guardarla da un altro punto di vista? E se l’Italia unita fosse, in realtà, contro natura? Una forzatura che ignora la ricchezza delle sue differenze?

Forse l’equilibrio non sta nell’uniformità, ma nella contrapposizione. Come nelle democrazie più dinamiche, dove due partiti opposti si confrontano e si bilanciano, anche per il nostro Paese potrebbe esserci spazio per una nuova forma di convivenza: due Italie, libere di esprimere identità diverse ma dialoganti.

L’Italia unita e’ contro natura. Infatti tutto quello che vediamo e’ basato sulle leggi di calamite e poli opposti e la base minima e’ due, quindi al minimo ci devono essere due italie una opposta all’altra. Un po’ come succede con le forme di governo dove quelle che prevedono 2 partiti contrapposti sono molto piu’ funzionali delle dittature monopartito.

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